Uniti ne usciremo

Prima newsletter del 2021

Ben ritrovati, al rientro dalla pausa natalizia. Nel salutare il nuovo anno appena avviato, non si può sorvolare su quel mix di ansia, paure, ma anche speranza e fiducia in un futuro migliore che esso porta con sé. Mentre ripartono oggi i lavori di commissione, dove siamo impegnati nelle audizioni di tutto il mondo dello sport, e mentre alla Camera si esaminerà il decreto sulle ulteriori disposizioni in ambito sanitario, si susseguono molti temi sul fronte dell’attualità. Vaccini al via, contagi ancora in corsa, il timore di una difficile crisi parlamentare: ma andiamo con ordine.
 
1. Nel corso delle vacanze natalizie, è iniziata la campagna vaccinale in tutta Italia. Tra le incertezze di coloro (pochi, per fortuna), che nutrono riserve verso questa somministrazione, le vaccinazioni procedono spedite, con quasi 70mila dosi somministrate nella nostra Regione nel momento in cui scriviamo. In realtà il vaccino è uno strumento importante di protezione, e quando sarà raggiunta l’immunità (l’obiettivo della nostra Regione è di anticipare la scadenza a fine settembre) senz’altro la prospettiva nei riguardi del virus sarà cambiata: ma in attesa che ciò accada, non è possibile distrarsi o abbandonare i comportamenti corretti. In Emilia-Romagna, dall’inizio dell’epidemia si sono registrati 190.892 casi di positività e 8.337 morti. Purtroppo la morsa non accenna a diminuire, con un indice di positività che è arrivato a superare il 20 per cento. Di certo, la nostra comunità ha, come sempre, dimostrato di sapersi rimboccare le maniche: lo dimostra il fatto che è stato da subito operativo il Centro di vaccinazioni provinciale allestito alle Fiere di Reggio Emilia, per rendere funzionale il prima possibile la sede provinciale per l’attività di vaccinazione che può arrivare ad alcune migliaia di persone ogni giorno. Sul piano nazionale, il Ministro Speranza interverrà domani alla Camera, in vista del prossimo Dpcm, molto atteso.
 
2. Nei prossimi giorni il Governo chiederà di votare alle due Camere uno scostamento di bilancio ulteriore di circa 20 miliardi, un passaggio importante per la definizione di un ulteriore Decreto Ristori. Le restrizioni imposte, per salvaguardare la salute pubblica, perché di questo si tratta, stanno generando ormai conseguenze economiche drammatiche per diversi settori, a partire dal commercio e ristorazione, allo sport con le palestre e gli impianti sciistici, tanto per citarne alcuni. Contributi a fondo perduto (che non saranno mai sufficienti a sostenere per intero il mancato guadagno) risultano essere però a oggi l’unica via per consentire a tante attività di poter sopravvivere nei prossimi mesi: mesi che saranno ancora difficili, prima di uno sperato ritorno alla normalità. Questo deve essere un impegno di tutte le forze politiche nel loro insieme, senza eccezioni di parte.
 
3. In un contesto così difficile, il Papa, nella sua bella intervista a Mediaset, si conferma una delle figure che riesce a regalarci uno sguardo che vada oltre la pandemia, fornendoci un messaggio di speranza. “Io credo che eticamente tutti debbano prendere il vaccino: è un’opzione etica, perché tu ti giochi la salute, la vita, ma ti giochi anche la vita di altri”, ha dichiarato il Pontefice. Significativo anche quando afferma che la lotta politica è un diritto, come lo è imporre il proprio pensiero politico, ma in questo momento la classe dirigenziale si deve concentrare sul “noi”, deve giocare sull’unità. Credo che sia un’ottima sollecitazione per guardare all’attuale crisi politica, che si gioca sul filo delle trattative proprio in queste ore. Questo Paese ha bisogno di stabilità, per essere governato in un momento in cui tutte le forze sono coese per sconfiggere il virus. Non possiamo aprire una crisi al buio proprio ora. Ma al tempo stesso è giusto ragionare sull’uso del Recovery Fund, perché il debito che grava sui nostri figli deve essere impostato sullo sviluppo del Paese e non sui sussidi. È una cifra con cui il Paese dovrà ripartire, e servono idee e coraggio.
 
4. In questi giorni, abbiamo osservato la violenza ai danni del Campidoglio, con un gruppo di manifestanti aizzati da sentimenti antidemocratici. Condivido la decisione di Twitter di sospendere l’account dell’ormai ex presidente Trump, perché la violenza si nutre inizialmente soprattutto di parole. Ed è una sorpresa amara, fatta di vandalismo e sopraffazione, di cui sono piene le cronache di questi giorni in tutta Italia, anche quella che, più vicino a noi, si è ritrovata la scuola paritaria Maria Valentini di Salvaterra, dopo la pausa natalizia. Un asilo, una scuola del paese, che tutti abbiamo in qualche modo frequentato e che conosciamo, non può essere presa di mira per noia o per vuota crudeltà.
 
PS: Volutamente non ho espresso alcun commento e giudizio sulla presunta e, pare imminente, crisi di governo. A tempo debito esprimerò un mio parere; per ora, vivo il momento con sincero imbarazzo e con qualche difficoltà.

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