
Nota Stampa
Il 31 marzo 2025 rappresenta una scadenza cruciale per le piccole e medie imprese italiane, che saranno obbligate a stipulare polizze assicurative contro i danni da calamità naturali.
Questo provvedimento, sebbene con l’intento di rafforzare la resilienza del sistema produttivo, rischia di gravare pesantemente su aziende già colpite da eventi calamitosi. Il mondo della piccola e media impresa ha sollevato preoccupazioni riguardo a questo obbligo, evidenziando le difficoltà che molte aziende stanno affrontando.
Nelle mie possibilità, ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di prorogare la scadenza del 31 marzo 2025 e di aprire un tavolo di confronto con le associazioni di categoria. Non si comprende, infatti, la chiusura rispetto a una richiesta di buon senso, che tiene conto delle difficoltà reali di migliaia di artigiani e piccoli imprenditori. È fondamentale che ci sia un continuo confronto con il sistema delle piccole e medie imprese su temi così delicati.
Non è comprensibile, infatti, che su una misura che comporta un aggravio burocratico e un incremento dei costi, soprattutto in un periodo di difficoltà economiche per il Paese, non si sia avviato alcun dialogo. Ogni occasione di concertazione con le associazioni di categoria non solo è un’opportunità persa, ma rischia di peggiorare una situazione già complessa per le imprese, che si trovano a dover affrontare una nuova difficoltà senza poter esprimere le loro reali necessità.
È vero che l’obiettivo del provvedimento è rafforzare la resilienza del sistema produttivo, ma nella pratica si rischia di imporre un ulteriore onere, soprattutto alle imprese già colpite da eventi calamitosi. Senza un adeguato periodo di transizione, molte aziende potrebbero trovarsi in difficoltà nel reperire coperture adeguate o essere costrette ad accettare condizioni svantaggiose.
Inoltre, il provvedimento è stato adottato senza un reale confronto con le associazioni rappresentative del settore e, a pochi giorni dalla scadenza, il portale IVASS, che dovrebbe garantire trasparenza e concorrenza nel mercato assicurativo, non è ancora operativo. Ho quindi chiesto al Governo di intervenire con urgenza per rinviare l’entrata in vigore dell’obbligo e garantire alle imprese strumenti adeguati per affrontarlo senza mettere a rischio la loro sopravvivenza.